Receintervista a Good Knights

Informazioni sull’opera

  • Titolo: Good Knights
  • Autrici: Valentina Berger, Michaela Menicacci, Giulia Lomurno
  • Casa editrice: fumetto indipendente
  • Anagrafica: 76 pagine a colori, formato 17x25,5 cm, brossura fresata con copertina flessibile.
    Stile: euromanga
  • Rating pubblico: per tutti
  • Prezzo: 13,00€ spese di spedizione incluse (10,00€ in fiera, senza spedizione)
  • Link acquisto: inviare un messaggio privato alla pagina Facebook Good Knights

Sinossi

Questa è la storia di Piruru, un bradipo spaziale che, sfuggito alla distruzione del Regno della Luce da un malvagio impero alieno, è giunto sulla Terra per riunire le forze magiche di tre Fortissime, Bellissime e Determinate guerriere… O almeno questo era il piano!

Le nuove Good Knights – Lucky, Joy e Love – hanno infatti parecchio da imparare, non solo su come gestire i loro poteri, ma anche loro stesse. In un turbinio di scontri magici, assurdità, risate e sorprese inaspettate, sarà da vedere come ne usciranno intere...

Il progetto

"Good Knights" è un fumetto autoprodotto frutto del desiderio di tre disegnatrici di fumetti e amiche per la pelle di fare un progetto insieme, unendo due cose che amiamo: i cartoni del genere Magical Girls della nostra infanzia e la comicità. Good Knights (GK) è infatti nato come una parodia del mondo Majokko, con protagonisti divertenti e situazioni assurde, ma fatta con affetto e con l'intento di renderla comunque una storia completa e, speriamo, interessante per tanti lettori.

Lo sviluppo della storia e dei personaggi è un lavoro corale, creato da appassionati brainstorming e innumerevoli schizzi preparatori.

Valentina è tuttavia l'indiscusso "capitano della nave Good Knights", essendo quella a cui è venuta l'idea iniziale e che cura la base delle sceneggiature, la supervisione del colore e la grafica e le copertine dei volumi. Ognuna disegna, colora e lettera il proprio capitolo (dandosi una mano quando serve), che sono 3 per volume.

Il primo volume è stato pubblicato per Cartoomics 2019, ed ora stiamo finalizzando il secondo in vista dell'edizione del 2020 (rimandata ad ottobre).

Potete trovarci sulla nostra pagina Facebook @goodknightscomics, dove ogni settimana pubblichiamo anteprime e tavole del fumetto, fanart di svariate magical girls e disegni del nostro progetto.

Le autrici

Michaela Menicacci

Dopo anni a biscotti e cartoni animati e un diploma alla Scuola del Fumetto di Milano, faccio quello che più mi piace: disegnare. Miei alcuni numeri inchiostrati per Winx Magazine, in collaborazione con Red Whale. Le magical girls e Harry Potter sono colpevoli pari merito per questa pazzia intitolata Good Knights!

Giulia Lomurno

Milanese dal sangue genovese, dalla fine della Scuola del Fumetto disegno a destra e a manca per varie case editrici e aziende. Sogno di prestare la mia matita (digitale) a svariate storie, e dopo favole per la Redwhale (Biancaneve e i 7 Nani- il Musical) e avventure demoniache per la Potpourri Comics (Brothel Bros), ora tocca al dieselpunk per Tatai Lab (Wondercity)… e naturalmente al majokko strapazzato di Good Knights!

Valentina Berger

Dopo esser scesa dalle vette svizzere per studiare alla Scuola del Fumetto di Milano ed esserci tornata per il Bachelors of Arts in comunicazione visiva alla SUPSI di Lugano, ho messo a frutto la mia dieta di pane, manga e videogame come artista freelance. Disegnatrice per pubblicazioni e studi grafici ticinesi, chine per Redwhale (Winx), illustratrice fantasy per varie case editrici… e, ovviamente, capitano della nave Good Knights! Ho perfino il gatto mascotte come Sailor Moon, ma purtroppo non sputa fuori penne magiche.

 

 

Breve intervista

D: Perché avete scelto come mascotte proprio un bradipo simil-pelouche? (che io adoro) E come mai è così… così… ehm… diretto e talvolta troppo… schietto?

R: Che Piruru assomigli a un peluche non è una coincidenza, visto che ci siamo ispirati a un pupazzo di Michaela! Un bradipo cicciotto non solo è carino e coccoloso, come d’obbligo per le mascotte majokko, ma pure notoriamente poco attivo e sonnolento: insomma, perfetto come guida comica di un team di combattenti. La sua lentezza è perfino diventata un fattore importante per la storia! 

Il caratterino di Piruru, invece, è basato su Luna di Sailor Moon e Kero-chan di Card Captor Sakura: ci è sempre piaciuta la loro irriverenza, lontana dalle altre mascotte dell’epoca. I loro botta e risposta con le loro paladine erano non solo divertenti, ma anche simili a una vera amicizia!

Inoltre, essendo Piruru un alieno, non è molto pratico con la nostra lingua (come si capisce dal suo buffo vocabolario). È diretto anche senza volerlo… cosa che i nostri fan sembrano apprezzare molto!

 

D: Piccolo spoiler alert! Come mai avete deciso di far entrare un ragazzo, naturalmente con il vestito da magical girl (sì, gonna, calze e alucce incluse… adorabile) nel gruppo delle eroine di questa storia?

R: Perché no, ci siamo chieste? Ognuna di noi ha creato una delle tre Knights e Valentina, essendo la master dei bei ragazzi (non per niente ha curato anche il design di Kazuki), ha proposto Ren; ma non come gag parodistica, ci teniamo a dirlo: chiunque può essere una magical girl. Pure un maschio può far parte di un magico mondo di amicizia, pizzi e botte!

Anche farlo vestire in linea con il resto delle altre guerriere è stato pensato per mantenere coerente il look e non porsi limiti di genere. Dopotutto, essendo la Love Knight, non poteva non sfoggiare il completo più chic!

 

D: Leggendo la precedente risposta, mi sorge spontanea la domanda: come avete scelto il design dei personaggi? E come vi siete divise il lavoro in questo senso, con che criteri?

R: In generale, Good Knights è un lavoro corale, dove i risultati finali sono pensati, discussi e approvati assieme. Tuttavia all’inizio, per velocizzare, ci eravamo suddivise lo studio dei design, con un tot di personaggi e di elementi a testa, in base ai nostri punti di forza. Essendo tre le Knights, ci era venuto naturale “dividerle” tra noi, e ognuna ci ha indubbiamente messo del suo!

Però le revisioni e lo sviluppo di gruppo che sono seguiti sono state fondamentali. Molte idee iniziali sono cambiate grazie a numerosi brainstorming e influenze reciproche, suggerimenti e nuovi spunti, diventando concept comuni. Tuttora facciamo tante riunioni sull’evoluzione della storia e dei protagonisti, con grande passione e divertimento! Puntiamo sempre a creare qualcosa che piaccia ad ognuna di noi, e naturalmente ai nostri lettori.

 

D: Con che criterio avete deciso di inserire rimandi a anime, manga, fumetti, cartoni animati, libri e film anni ‘90/’00? Come li avete scelti? E come vi sono venuti i titoli… alternativi (per i libri che compaiono, parlo della copertina di uno dei capitoli)?

R: Good Knights è un tributo scherzoso a quello che amavamo della nostra infanzia, e non solo del genere majokko. A parte i riferimenti più evidenti stabiliti in comune, che hanno fatto da base alla trama, tutte le varie piccole citazioni sono state inserite a discrezione di ognuna. Per esempio, i titoli dei libri di Agatha sono ispirati alle serie preferite di Michaela, facilmente intuibili! Ci teniamo a rendere omaggio a tutte le storie che ci hanno fatto appassionare, scegliere la nostra strada… e anche diventare amiche. Ci hanno portato fin qui e fatto realizzare questo progetto!

 

D: Come mai volevate proprio ambientarlo in Giappone? Avete fatto qualche tipo di ricerca che avete fatto per le ambientazioni, le situazioni, i luoghi, etc.?

R: Quasi tutte le serie majokko si svolgono in Giappone, e molti ambienti classici del genere (la scuola, il tempio, la città coi grattacieli, etc.) sono legati all’estetica nazionale. Avendo in mente di creare storie legate a situazioni tipiche degli anime, ci è sembrato naturale. Come base ci siamo ispirate a Kyōto, ma la città in cui è ambientato Good Knights è imprecisata e basata su numerosi riferimenti fotografici e artistici che ci procuriamo a seconda di quel che ci serve e che ci piace.

 

D: Sapete già quanti volumi saranno in tutto? E la sceneggiatura è già completa oppure la fate mano a mano?

R: Abbiamo sicuramente un’idea generale dello sviluppo della storia e dei suoi momenti chiave, ma come processo preferiamo pensare “volume per volume”. Abbiamo numerosissimi appunti e idee per il futuro, e di volta in volta decidiamo cosa sviluppare e come raccontarlo… senza dimenticarci l’aspetto divertente!

Al momento prevediamo almeno 5 volumi, ma il numero effettivo dipenderà dall’evoluzione narrativa e dai nostri impegni all’infuori di Good Knights. Diciamo che sarà da scoprire anche per noi!

 

D: C’è qualche aneddoto speciale o particolare legato a Good Knights che vorreste raccontarci?

R: Vi confessiamo che, prima di Good Knights, stavamo lavorando da almeno un anno su un altro progetto in comune. Tuttavia era piuttosto complicato e non avrebbe permesso a tutte di disegnare, quindi eravamo un po’ incerte. Finché un giorno, sul treno, abbiamo pensato a una storia più semplice che piacesse a tutte. Valentina ha proposto una parodia, Michaela qualcosa sulle magical girls… ed ecco l’idea! Dopo aver convinto Giulia, facendole ritrovare l’affetto per il genere, Valentina ha elaborato la base della storia. Da lì in poi ci abbiamo lavorato tutte assieme, dividendoci la creazione dei personaggi e dei design, organizzando i capitoli e buttandoci sui social e nell’autoproduzione. A dimostrazione che, a volte, l’idea migliore non è per forza quella pensata da più tempo ma può nascere quasi dal nulla!

 

D: Come mai avete deciso di pubblicare questo fumetto in modo indipendente? Come avete capito come fare a pubblicare indipendente? E come vi trovate nel mondo del fumetto indipendente?

R: Good Knights è un progetto particolare e personale. Non solo è disegnato da tre matite con stili diversi, ma è anche una parodia poco classica perché, anziché deridere il genere majokko, ne vuole fare un’amorevole presa in giro con una storia tutta sua. Volevamo anche avere piena libertà creativa su design, sviluppo e durata. Tutto questo escludeva la proposta editoriale. Abbiamo comunque sempre pensato a un’autoproduzione per vedere fin dove potessimo arrivare con le nostre forze! Per fortuna abbiamo dei validi amici già nel campo, da ringraziare per il loro aiuto negli aspetti più tecnici come la stampa, le fiere e i gadget (grazie David, Saretta e Federica!) o i social (grazie Al!).

Come prima esperienza di fumetto indipendente è stata tosta, ma abbiamo trovato un ambiente fantastico e comunitario! C’è voglia di sostenersi a vicenda, proporre cose nuove e collaborare prendendo esempio gli uni dagli altri. In fiera, le self area sono tra le zone più interessanti, e una parte sempre maggiore del pubblico ne è attratta. Poter parlare direttamente con i fan e incontrarne di nuovi è davvero bello! Anche sui social abbiamo un pubblico affettuoso e le critiche sono sempre state positive. Siamo davvero felici di questa esperienza, e proseguiremo senza dubbio. Vi aspettiamo col volume due!

Recensione

Grazie alla gentilezza delle artiste che stanno dietro al progetto Good Knights oggi posso recensire il primo volume di questo progetto.

Per iniziare, la trama: come detto nella sinossi, si tratta di un fumetto che richiama le storie delle magical girl giapponesi (anche se lo stile ricorda molto quello di famose fatine create da uno sceneggiatore italiano), però il tutto viene delicatamente parodizzato in una storia divertente, che scatena risate e presenta situazioni un po’ assurde.

La trama è coerente a sé stessa (almeno per quanto ho potuto vedere nel primo volume), è sensata e ha un filo logico che lega tutte le situazioni. Si vede che questa storia non è scritta al solo fine di parodizzare le magical girls (majokko) giapponesi e i loro stereotipi, ma davvero vuole raccontare una storia con un capo e una coda, con tutti gli elementi narrativi che caratterizzano una storia sensata, pensata, curata e fatta con tutta la passione possibile. Nonostante la comicità sia un elemento fondamentale della trama non è il solo: ci sono anche amicizia, passione per il mondo degli anime basati sulla magia, mistero… insomma tutti gli ingredienti giusti di una storia fantasy magica di super eroine, ma con quello sprint in più dato dalla ben dosata ironia e dai piccoli sketch divertenti fra i personaggi.

Inoltre, la storia che si sta andando a creare è molto carina, intrigante, e sinceramente non vedo l’ora di scoprire di più.

Nonostante tutto, bisogna tenere conto che si tratta di un primo volume, quindi introduttivo: presenta gli accadimenti del passato, racconta di come sono nate le eroine di questa storia e dei loro scopi e presenta le tre (i tre?) Good Knights.

Nonostante sia un volume introduttivo comunque non è noioso, tutt’altro, e attira l’attenzione del lettore spingendolo a desiderare leggere di più… e ci sarà di più da leggere: so che queste tre ragazze stanno già lavorando al secondo volume e non vedo l’ora di leggerlo per vedere dove andrà a parare la storia.

Dal punto di vista tecnico, trovo che i tre stili siano uniformi, anche se non sono esattamente euromanga quanto uno stile cartoonistico più tendente all’occidentale con alcuni elementi tipici del manga. Devo dire che comunque, anche se i tre stili mantengono la loro unicità, stanno bene insieme e non creano eccessivo divario.

Per quanto riguarda la regia, questa è ben fatta e permette di leggere agevolmente il fumetto, comprendendo bene le varie situazioni.

L’unica cosa che mi lascia un po’ perplessa sono gli sfondi e gli ambienti: a parte per la scuola, che è la tipica scuola giapponese che si vede in manga, anime e tv series; tutte le altre ambientazioni non mi richiamano troppo il Giappone (Paese in cui è ambientata la storia); anzi mi sembra di essere in un paese occidentale. Forse è il caso di mettere un poco più cura in questi sfondi in modo da migliorare l’illusione visiva e rendere più realistiche le ambientazioni in modo che il codice visivo richiami più chiaramente il Giappone.

 

Nel complesso è comunque un fumetto carino, divertente e che fa tornare un po’ indietro nel tempo le persone più grandine che guardavano gli anime (o leggevano i manga) majokko. Ne consiglio la lettura, sia per conoscere queste tre giovani artiste che passare un po’ di tempo divertendosi.

 

Contatti social

Good Knights

Michela Menicacci

Giulia Lomurno

Valentina Berger

Ringraziamenti

Si ringrazia Giulia Lomurno del team Good Knights per le immagini, la cartella stampa e la copia stampa.

Newsletter

Sei interessato alle novità di Indieversus? Stiamo preparando una newsletter, per darti notizie su live, pubblicazioni ed eventi degli autori Indieversus e dal mondo Indie!

Partecipa alle Live!

Segui le nostre live su Twitch o Facebook: incontra gli autori in diretta streaming!

Leggi ancora